Additivi Motore: Servono Davvero o Sono un Mito?

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I motori moderni sono gioielli di ingegneria: compatti, potentissimi e con tolleranze meccaniche microscopiche. In questo contesto, la manutenzione preventiva è fondamentale. Ma gli additivi chimici aftermarket che troviamo in commercio funzionano davvero?

La risposta breve è: sì, ma non fanno miracoli. Un additivo non può rigenerare il metallo né riparare un pezzo meccanico usurato; serve solo a supportare, proteggere e pulire i fluidi già presenti.

1. Additivi Carburante (Benzina e Diesel)

I sistemi di iniezione moderni lavorano a pressioni altissime e hanno fori più piccoli di un decimo di millimetro. Basta pochissimo sporco per rovinare la nebulizzazione del carburante.

Nei motori Diesel: Il gasolio contiene per legge una parte di biodiesel, che attira umidità. Questo crea batteri e acidi che intasano i filtri e rischiano di bloccare le pompe ad alta pressione. Gli additivi professionali eliminano l'acqua e puliscono il sistema.

Nei motori Benzina: L'efficacia cambia in base all'iniezione. Nei motori a iniezione indiretta, l'additivo pulisce facilmente le valvole. Nei motori moderni a iniezione diretta (GDI), la benzina non tocca le valvole di aspirazione, quindi l'additivo classico non può pulirle, richiedendo trattamenti d'urto specifici per la camera di scoppio.

Codici Errore (DTC) e Soluzioni

In officina, la centralina segnala i problemi tramite codici errore. Gli additivi sono utili per errori legati a occlusioni lievi o sporco (es. P0087 per la pressione del rail o P2002 per il DPF intasato da cattiva combustione). Sono invece del tutto inutili in caso di guasti elettrici o perdite strutturali meccaniche (come l'errore P0093).

2. Additivi Olio Motore: Attenzione ai Rischi


L'olio motore è già una miscela perfetta. Modificarlo con prodotti "fai-da-te" può essere rischioso:

Gli additivi per ridurre le perdite (viscosizzanti): Aumentano lo spessore dell'olio a caldo, ma alterano la fluidità a freddo. L'olio rischia di diventare gelatinoso e di non lubrificare bene il motore all'avvio, accelerando l'usura invece di ridurla.

I riduttori d'attrito (antiusura): Quelli avanzati a base di nanoparticelle protettive (come bisolfuro di tungsteno o borati) creano un velo protettivo efficiente senza rovinare l'olio. Al contrario, i prodotti economici a base di paraffine clorurate o PTFE possono decomporsi e creare acidi corrosivi o tappi nella pompa dell'olio.

3. Filtri Antiparticolato (DPF/FAP)


Per pulirsi da soli, i filtri DPF hanno bisogno di temperature altissime (600-650 °C), difficili da raggiungere in città.

Il ruolo degli additivi: Abbassano la temperatura di accensione della fuliggine a circa 450 °C, aiutando il filtro a rigenerarsi anche nel traffico urbano.

Il limite insuperabile: Gli additivi eliminano la fuliggine, ma non possono nulla contro le ceneri incombustibili che si accumulano nel tempo. Quando il filtro è pieno di cenere, nessun prodotto chimico funzionerà: l'unica soluzione è lo smontaggio e il lavaggio professionale in un centro specializzato.

Il Consiglio dell'Esperto: Diagnosi prima della Chimica


Usare gli additivi a caso per evitare il meccanico è una scommessa pericolosa che può trasformare un piccolo problema in un danno catastrofico. Il vero approccio professionale prevede di usare la chimica solo come manutenzione preventiva su componenti ancora sani. Se il limite meccanico è superato, serve l'officina.
 

 

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