Nuova normativa Euro 7: cosa devono sapere i tuoi clienti

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Quando un cliente entra in officina e ti chiede "Ma è vero che con l'Euro 7 non potrò più circolare con la mia auto?", sai già che è il momento di fare chiarezza. La normativa Euro 7 sta generando molte domande e, francamente, anche un po' di confusione tra gli automobilisti italiani. Come professionisti dell'autoriparazione, abbiamo il compito di guidare i nostri clienti attraverso questi cambiamenti normativi con informazioni chiare e concrete.
 

Che cos'è davvero la normativa Euro 7?

Partiamo dalle basi. La normativa Euro 7, ufficialmente Regolamento (UE) 2024/1257, non è il solito aggiornamento che cambia qualche numero sulle emissioni allo scarico. Questa volta il legislatore europeo ha fatto le cose in grande, creando una regolamentazione che va ben oltre il classico tubo di scappamento.


Per la prima volta nella storia automotive europea, una normativa non si limita a guardare cosa esce dal motore, ma tiene d'occhio anche l'usura dei freni, il consumo degli pneumatici e persino la salute delle batterie elettriche. È un approccio completamente nuovo che riconosce una realtà semplice: con le auto moderne sempre più pulite allo scarico, buona parte del particolato urbano arriva ormai dall'attrito meccanico.
 

Quando entra in vigore? Le date che i tuoi clienti devono conoscere

Ecco la buona notizia che puoi dare subito ai tuoi clienti preoccupati: la normativa Euro 7 non scatta domani mattina. Il calendario è stato studiato per dare tempo sia ai costruttori che agli automobilisti.


Per le auto e i furgoni leggeri, i nuovi modelli dovranno essere conformi dal 29 novembre 2026, mentre tutte le nuove immatricolazioni dovranno rispettare lo standard dal 29 novembre 2027. I veicoli pesanti come camion e autobus avranno invece più tempo: maggio 2028 per i nuovi tipi e maggio 2029 per le immatricolazioni.


E qui arriva il punto fondamentale da spiegare ai clienti: la normativa non è retroattiva. Se un cliente ha comprato un'auto Euro 6 nel 2024, quella vettura potrà circolare tranquillamente anche dopo il 2027. Non ci saranno blocchi immediati né perdite di valore catastrofiche.
 

Emissioni allo scarico: cosa cambia davvero per le auto a benzina e diesel

Quando parliamo di emissioni allo scarico, molti clienti si aspettano limiti drasticamente più severi. La realtà è più sfumata e, per certi versi, sorprendente.


Per le auto a benzina, i limiti sui gas inquinanti principali rimangono sostanzialmente invariati rispetto all'Euro 6: 60 mg/km per gli ossidi di azoto (NOx) e 1.000 mg/km per il monossido di carbonio. Anche per il diesel, il limite NOx resta a 80 mg/km, nonostante la Commissione Europea avesse inizialmente proposto di unificarlo a 60 mg/km.


Allora dove sta la vera differenza? Nella severità dei controlli e nell'estensione delle condizioni di test. Le emissioni allo scarico devono ora rimanere nei limiti anche con temperature estreme (da -10°C fino a +45°C), in salita in montagna e con uno stile di guida sportivo. I test RDE (Real Driving Emissions) diventano molto più rappresentativi dell'uso reale dell'auto.


La novità più significativa riguarda il particolato: la normativa introduce il controllo delle particelle da 10 nanometri (PN10), molto più piccole di quelle monitorate finora. Queste particelle ultrasottili sono particolarmente pericolose perché riescono a penetrare nel sistema circolatorio umano.
 

Freni e pneumatici: i nuovi "inquinanti" che sorprenderanno i tuoi clienti

Ecco dove la normativa Euro 7 diventa davvero rivoluzionaria e dove dovrai preparare i tuoi clienti a un cambio di mentalità. Per la prima volta al mondo, un regolamento automobilistico stabilisce limiti precisi per il particolato generato dai freni e per l'usura degli pneumatici.


I numeri parlano chiaro: le auto elettriche pure dovranno rilasciare al massimo 3 mg/km di particolato dai freni, mentre le auto con motore termico e gli ibridi avranno un limite di 7 mg/km fino al 2035, per poi scendere anch'esse a 3 mg/km.


Cosa significa questo per la tua officina? Che l'installazione di pastiglie freno e dischi non certificati potrebbe diventare un problema serio. I nuovi veicoli Euro 7 monteranno sistemi frenanti con materiali innovativi come il carburo di tungsteno, progettati per resistere all'abrasione senza creare polveri.
 

Il "vigile elettronico" a bordo: OBM e Passaporto Ambientale

Se c'è una cosa che cambierà radicalmente il tuo lavoro quotidiano, è il sistema OBM (On-Board Monitoring). Diversamente dal classico OBD che conosciamo tutti, questo nuovo sistema è una sorta di ispettore ambientale che viaggia a bordo del veicolo.


L'OBM utilizza sensori avanzati per monitorare costantemente le emissioni allo scarico reali durante la guida. Se le emissioni superano di 2,5 volte i limiti omologati, il sistema registra l'anomalia e avvisa il conducente. In prospettiva, potrebbe persino impedire l'avvio del motore in caso di gravi non conformità.


Per te, professionista dell'autoriparazione, questo significa che dovrai dotarti di strumenti diagnostici certificati e protocolli di autenticazione sicuri per intervenire sui parametri del veicolo. La manutenzione diventa un atto tracciabile e verificabile.


Ogni veicolo Euro 7 avrà anche un Passaporto Ambientale digitale che registra consumi reali, emissioni, stato della batteria e conformità nel tempo. Questo strumento può diventare un alleato prezioso: ti permetterà di dimostrare al cliente l'efficacia dei tuoi interventi e di giustificare sostituzioni preventive prima che causino problemi seri.
 

La batteria elettrica: finalmente garanzie concrete

Se hai clienti interessati alle auto elettriche o ibride plug-in, la normativa Euro 7 porta finalmente una certezza che mancava: standard minimi di prestazione per le batterie.


Un'auto elettrica dovrà garantire almeno l'80% della capacità originale dopo 5 anni o 100.000 km, e almeno il 72% dopo 8 anni o 160.000 km. Per i veicoli commerciali, le soglie scendono al 75% e 67%.


Questi requisiti eliminano il principale timore dei clienti verso l'elettrico: il degrado della batteria. E per la tua officina, la verifica dello State of Health (SOH) diventerà una procedura diagnostica certificata, fondamentale sia per la garanzia che per la rivendita.
 

Il "paradosso termodinamico": sistemi più complessi per inquinare meno

Prepara i tuoi clienti a questo: i motori Euro 7 saranno tecnologicamente molto più sofisticati, e quindi più costosi da acquistare e mantenere.


Per ridurre drasticamente le emissioni allo scarico nei primi chilometri a freddo, i nuovi motori utilizzeranno riscaldatori elettrici che portano rapidamente i catalizzatori alla temperatura di esercizio. Questi dispositivi possono assorbire fino a 4 kW di potenza, rendendo fondamentale il sistema mild-hybrid a 48V.


Un guasto alla batteria a 48V non sarà più solo un problema di comfort o di consumi: impedirà al sistema di scarico di funzionare correttamente, attivando immediatamente gli alert dell'OBM.
Anche i sistemi EGR diventeranno più complessi, combinando circuiti ad alta e bassa pressione, mentre le pressioni di iniezione raggiungeranno i 2.700-3.000 bar. Tutto questo richiederà una manutenzione più frequente e l'uso di ricambi di qualità certificata.
 

Cosa dire ai clienti: i messaggi chiave da comunicare in officina

Quando un cliente ti chiede della normativa Euro 7, ecco i punti essenziali da comunicare con chiarezza:


1. Nessun blocco retroattivo: Le auto Euro 6 e precedenti potranno continuare a circolare. Dato che i limiti di emissioni allo scarico per le auto leggere Euro 7 sono quasi identici all'Euro 6, non ci saranno basi tecniche per penalizzarle nei blocchi del traffico urbano per molti anni.

2. Costi più alti ma auto più durevoli: I veicoli Euro 7 costeranno tra 2.000 e 5.000 euro in più, ma in cambio offriranno una garanzia di conformità ambientale per 10 anni o 200.000 km, il doppio rispetto ai requisiti precedenti.

3. Manutenzione preventiva obbligatoria: Ignorare un alert del sistema OBM non sarà più un'opzione. La manutenzione programmata diventa fondamentale per evitare problemi di circolazione.

4. Anche freni e gomme contano: I clienti dovranno abituarsi all'idea che anche l'usura dei componenti meccanici ha un impatto ambientale normato. Ricambi di bassa qualità potrebbero essere rilevati dalle ispezioni tecniche.

5. L'elettrico diventa più affidabile: Per chi guarda all'elettrico, la normativa Euro 7 elimina l'incertezza sulla durata della batteria, rendendo più sicuro anche l'acquisto dell'usato elettrificato.
 

Un'opportunità per l'officina del futuro

La normativa Euro 7 non è una minaccia per il settore dell'autoriparazione italiano, che conta 400.000 addetti. È piuttosto un'opportunità di professionalizzazione.


I veicoli moderni sono sistemi complessi e altamente monitorati. La figura del meccanico "fai-da-te" lascia definitivamente spazio al tecnico specializzato, capace di gestire diagnostica avanzata, software protetti e componenti ad alta tecnologia.


Investire oggi nella formazione e negli strumenti necessari per l'Euro 7 significa garantire ai tuoi clienti un servizio di assistenza all'altezza delle sfide del 2030. E quando il cliente ti chiederà "Ma quindi cosa devo fare?", avrai le competenze e gli strumenti per rispondere con autorevolezza professionale.


La transizione è iniziata. Il tuo ruolo come consulente tecnico di fiducia non è mai stato così importante.

 

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